Wednesday, April 15, 2009

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Ethnos -" O Bannu "(CD - Music Scaramuccia SCM 004-1, Italy 2009)


if only for a few drops of style, indeed incomprehensible, “O bannu” (il banditore) sarebbe uno dei migliori album di folk geneticamente modificato degli ultimi tempi. Basterebbe ascoltare l’iniziale “Polcabasilisca” e apprezzare il pregevole lavoro di ricomposizione della polka – qui accelerata, lasciata esplodere in una vertigine di suoni che collegano idealmente il passato (sepolto, ammuffito, vilipeso a dispetto dalle insane nostalgie dei presunti conservatori della tradizione) e il tempo dell’oggi (sfuggente, ‘liquido’, plurimo) ribadendo che la realtà non può che essere in divenire. Piaccia o non piaccia.

Graziano Accinni, ideatore del progetto Ethnos, chitarrista e compositore dai lunghi trascorsi in ambito pop, torna nella sua Basilicata e attraversa le macerie culturali di una terra che sembra rimasta al primo Dopoguerra, pur così affascinante nella sua dignitosa povertà contadina. Nei sedici pezzi che compongono questa rara topografia sonora ci sono reperti (rivisitati) della tradizione della Valle dell’Agri, in provincia di Potenza (canti devozionali, nenie, tarantelle, ballate), e suggestioni di nuova composizione che attingono sapientemente a tradizioni greche, marocchine, spagnole e portoghesi.
Un corpus compatto, retto da una sottesa logica convincente (l'idea di un unicum musicale del meridione d'Europa, cioè, che si alimenta attraverso il Mediterraneo), suonato da eccellenti musicisti di varia estrazione, enveloping sound with a soul, well balanced, never too ostentatious in their time of great virtuosity.

difficult to explain, why the sudden 'voltage drop' at the end of the album, the first involving a "Tarantella all'aviglianese" curls "O Bannu," "Flower re lu flowers and, above all," Sciucam, the arrangements more worthy of a party (in costume) by Pro Loco of a near-masterpiece, as they are drowned in a kitsch that sound puzzled.
pity ...
Better go back to listen, then, the sore "Crevu", supported by a beautiful harp acoustic guitar, or "Lucanae" glowing tarantella sounding full-bodied, full, in spite of the few employees (three guitars, bass and percussion). Or, the short instrumental "Antidotum", a crystalline compound three times evident on medieval styles.
O "Madonna del Sacro Monte", sang devotional from "old" Peter Leavy (from a field recording) that moves.

(April 15, 2009)


the album's songs:
1. "Polka basilica
2. "Crevu"
3. "Antidotum"
4. "Rusariu"
5. "Polka in marriage "
6. "Fly & Mena
7. "Lucanae"
8. "Madonna del Sacro Monte"
9. "Musa Mediterranean"
10. "Cirasieddu"
11. "Sona you want suna"
12. "O Bannu"
13. "Flower of flowers re lu"
14. "Sciucam"
15. "Tarantella all'Aviglianese"
16. "Devotional"

Written and directed by Graziano Accinni
Manufactured by Graziano Accinni and Ennio Rega
Recorded by Michele Peppe De Land Off the Study of Power and the CD & M Filiano (PZ) and Tiziano Cillis nell'underground Recording Studio Acerenza (PZ)


MUSICIANS OF Ethnos:
Graziano Accinni: acoustic guitar, classical and electric banjo, guitar synth
Franco Accimmi:
voice Marco Tirone: Silvio De Filippo
classical guitar: acoustic guitar
Sal Genovese: low
Gegè De Filippis: percussion
Sergio Leopardi: sax, clarinet
Peter Leavy (1914-2001): voice and shawm in "Lady of the Sacred Mountain" and "Devotional"
David Cervellino: flamenco guitar in "Musa Mediterranean "
David Sorrentino bottom:" Flower re lu floral
Peter Sucker: percussion on "Sciucam", "Musa Mediterranean," "Fly and leads", "Flower re lu flowers "," Crevu, "" Tarantella all'aviglianese "
Vincent D'Orsi: percussion on" Cisasieddu "
Antonio Cimino: flute in" Sciucam "," Fly & Mena
Enzo Valente, Angela Castelluccia, Angelo Loiacono : guitar swing Gargano and Cilento
De Michele Peppe at the bottom: "Antodotum"
Tiziano Cillis: choirs in "Rusariu", "Sciucam", "Fly & Mena


& CONTACT INFO:
skirmish @ scaramuccia.org
http://www.egeamusic.com
http://www.ethnosmultietnica.it
myspace.com / gruppoethnos
http://www.scaramuccia.org

Thursday, April 2, 2009

A Place In Greece 2010

Francesco Benozzo -" terraqueous "(CD - Tutl SHD088, Danimarca 2009)

initially titled "Appennino Atlantic," the new album harpist poet Francesco Benozzo Emilia is a sophisticated catalog of traditional music revisited and new composition, which is essential in timbre (harp and voice only), evocative atmospheres, with an unusual choice that text, drawing from disparate sources (troubadour songs of 1100, contemporary poetry, popular song ...), also incorporates two northern Italian emigration songs like "La America" \u200b\u200band "The Ruvina, disclosing the concept Labour: A Reflection on the size of land and water that is above all a metaphor for the intimate space. Physical location of research, destruction, listening, in which forests, islands, wind, rocks, fire, sea ... are the cardinal points of a journey that is first internal, that is the soul.
Fanano as the Balkans, Salento such as Galicia, Bangor, which is the Val d'Enza - planisphere of the myth that you rebuild experiencing this ...

"long valley, valleys forged
below the ridge
erratic static I hear the hum of the blood under the skin
cold"

(from "Onirico geological")


"I follow the call
subtle than many years ago
fatto di terre vicine
di boschi, di brine
di fumo nei bar"

(da "Notte a Trignano")


Con una grazia e un gusto davvero rari nel panorama del tradizionale, Benozzo realizza l’incontro tra culture e storie con un equilibrio che ha del miracoloso, approfondendo quanto di convincente aveva già proposto, qualche anno fa, con il bellissimo “In 'tla piöla”.
È arte del sottrarre, questa, lieve come l’aria dell’Appennino in autunno. Senza risultare stucchevole come certa famigerata new age è forma alternativa dell’espressione, anima che si fa materia sonora impalpabile.

Ad accompagnare Benozzo in sei brani la bella voce ‘popolare’ di Maddalena Scagnelli dei piacentini Enerbia (www.enerbia.com) e, nella conclusiva bonus track, la cantante irlandese Willie Mahon.

(2 aprile 2009)


I BRANI DEL CD :
1. “Continente libero” (4.42)
2. “La ruvina” (3.04)
3. “L’Appennino” (5.14)
4. “Gondomar” (1.47)
5. “Marturèla” (3.04)
6. “Isola e luna” (3.46)
7. “Mediòch” (3.25)
8. “Notte a Frignano” (3.20)
9. “La Merica” (4.42)
10. “Moelvci” (1.03)
11. “Onirico geologico” (4.08)
12. “L’avvelenato di Riolunato” (4.13)
13. “Romanelle” (2.20)
14. “Canto del continente” (3.15)
15. “Pradarena” (1.35)
“Táimse in arrears” (bonus track) (1.56)


Produced and arranged by Francesco Benozzo
Recorded at Studio Slide Vignola (Modena) in November and December 2008. Engineer Alberto Callegari.
Bonus tracks recorded in December 2002 all'Eoin Aoife & Systems of Aberystwyth (Wales


MUSICIANS Album:
Francesco Benozzo: Celtic harp, harp bardic singing
Maddalena Scagnelli: song
Willie Mahon: singing "Táimse in arrears"


DISCOGRAPHY OF FRANCIS BENOZZO :
"Carte di mare" (con Matteo Meschiari) - Music On MO-005, 2000
"In 'tla piöla" - Sain Records SCD2278, 2001
"Llyfr Taliesin" - Frame Events FE2004/1, 2004
"Arpa celtica" - Fondazione Campostrini FC-AS002, 2005 ( dal vivo )


I NFO E CONTATTI :
http://www.tutl.com
http://www.francescobenozzo.com  

Monday, January 5, 2009

Salmon Cakes Without Eggs

Matilde Politi – “Si eseguono riparazioni dell’anima” (CD – Arcimiccica ERA 0800833, Italia 2008)


Tornavo in auto a casa, proprio mentre radio (RAI 2 program "The Misfits", I believe) promoting his latest book (a 'pamphlet', have defined the core ...), Gino Castaldo 'reflected' sull'amaro fate of the music today. Hearing him talk about the market, corruption of the music, no 'soul', I thought that the times we live in are nothing short of paradoxical if one of the major causes of the moral decay of the musical culture of our country has the gall to write a book about fate of the music and no one has the courage to take on farts. A little 'as if Mussolini had written a pamphlet against the dictatorship and had promoted through the Institute Luce o Berlusconi tenesse una conferenza stampa contro il consumismo e la pubblicità televisiva a reti unificate sui canali Mediaset…

Per fortuna, prossimo allo svenimento e alla perdita di controllo dell’auto, ho potuto traslare dalla radio al lettore CD con la semplice pressione di un tasto (miracoli della tecnologia!) e ritrovare l’ultimo album di Matilde Politi , uscito da qualche settimana.

Può sembrare retorico, e confermare paradossalmente le tesi ipocrite di Castaldo, ma dischi così non se ne registrano quasi più. I nuovi tredici pezzi cantati da Politi, dopo l’ottimo, raro “A tirannia” (cfr. http://www.lucaferrari.net/articolo.php?ID=287) confermano che la musica folk (geneticamente modificata) sopravvive ormai solo grazie a sempre più rari fuochi fatui, a dispetto di Castaldo & C. che hanno fatto e disfatto per ridurre la musica in Italia a un fatto di consorterie, mode vuote, prodotti da vendere.

Qui, al contrario, è contenuta una risposta inequivocabile al periodico piagnisteo ipocrita di chi, appunto, dichiara la ‘fine della musica’ con la rivoltella ancora fumante tra le mani: la musica, quella ‘autentica’, creativa, che sa farsi poesia, che sa penetrare nel profondo sentimenti e coscienze, esiste, è disponibile; si tratta di volerla incontrare, volerla ascoltare, decidere di farla conoscere, ‘raccontarla’ agli altri anche quando – soprattutto quando, diremmo – è indifesa, indipendente, esiste al di fuori delle conventicole giornalistiche, dei poteri forti della discografia, non muove grandi interessi economici.

La bellezza di “Figghiu miu”, terzo brano del disco - un’invocazione da madre a figlio che sembra nata da una dimensione amniotica dello spirito da tanto è intensa, profonda, sentita - esprime un valore incommensurabile se accostata a quella presunta da più parti delle 'più belle canzoni della musica italiana' degli ultimi anni: al suo raffronto, scompare “La cura” del furbo Battiato, ad esempio; impallidisce il tormentone rap Jovanotti of 'mystical' (or papal?) of "Mud" - the sound of plastic that poisons.

Matilda's voice intones in simple terms with the power of those 'really feels' to which he sings. His is the Song of Songs sung by the many unknown women of the world popular peasant farms of the Po Valley or the tonnage of Sardinia is the song that rises from Pajari Puglia Sicily or from the fields, some of the modest houses of an Italy more poor and backward but more real, the same missed by the Pasolini "Corsair Writings". A song by the power and grace of expression that comes from the pride of their roots, you find a form of communication that is ancient and modern together because it is capable of re-translation of the feelings experienced.

It takes humility, Castaldo, and freedom to hear and 'feel' the music seriously in the world!

(January 5, 2009)


The tracks on the disc :
1. "Amuninni" (Di-Gregorio Politi) 4:14
2. "Cumar" (CIMO-Politi) 4:33
3. "Figghiu Miu" (Politi)
3:49 4. "Ri Cascia Suli (Pereira) 3:59
5. "Aria of departure" (Politi-traditional) 6:21
6. "Ringo" (traditional) 2:18
7. "Acula Riali" (Politi) 5:53
8. “Santaninfara” (tradizionale) 2:51
9. “Marzapaneddu” (tradizionale-Politi) 3:58
10. “Acqua chi curri” (Politi) 2:49
11. “Matri Terra” (Politi) 4:55
12. “Semu ancili” (Politi) 3:58
13. “Ruciaruci” (Pessoa-Politi) 3:23

I musicisti :
Matilde Politi - voce, chitarra, fisarmonica, concertina, tamburello, bendir, castagnette, sonagli, campane;
Gabriele Politi - violino, viola, oud;
Simona Di Gregorio - organetto, tamburello, concertina; voce in 1, 6 e 8; coro in 12;
Dimitri Voutsinas - voce in 9; choir 12;
Guido Politi - chorus in 6 and 12;
Lelio Giannetto - bass;
Lajos Zsivkov - darbouka, djembe, copa, dun dun, bells.

□ Recorded in 2008 at the Blue Studio Monreale (PA). Mixing and
masterizzazazione Maurizio Curcio

Contact Info:
mat.politi @ gmail.com
http://www.matildepoliti.com